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"Spunti sportivi"

entusiasmo passione CPSPescaraGli sportivi, quelli giovani, sono felici se si allenano bene e sanno concludere una serie. Se riescono a tollerare la fatica e se affrontano il sacrificio senza mitizzarlo.

Se si sperimentano nelle attività che accolgono e fanno affidamento su chi li allena.

Se possono competere, misurarsi, uscire perdenti oppure vincenti da un confronto, e in ogni caso sentire il sostegno di un allenatore fiducioso.

Gli sportivi, quelli giovani, sono felici se hanno i tempi e gli spazi per migliorare, senza che questo diventi un obbligo.

Se nel loro ambiente sportivo, ci sono persone, prima ancora che allenatori, dirigenti, maestri o preparatori.

Se sono capaci di giocare, se vengono accolti, se quando dicono la loro opinione sanno di essere ascoltati.

Se possono conquistare la libertà di muoversi, vedendo riconosciuta quella competenza che da sola non può nulla.

Se noi adulti ci frughiamo il cervello per scovare un comportamento adatto affinché un allenamento fili liscio, incuranti del potere seduttivo delle punizioni.

Gli sportivi, quelli giovani, sono felici se possono sognare ad occhi aperti un traguardo che non sappiamo immaginare. Noi adulti, facili prede della razionalità più becera.

Se sentono la tranquillità di sbagliare per un intero allenamento e, perché no, di una partita o di una gara. Se accettano l’errore come essenza dell’opportunità di apprendere, che noi stessi abbiamo il compito di creare.

Gli sportivi, quelli giovani, sono felici se vivono la competizione per offrire il meglio di loro stessi e l’abbracciano senza remore.

Se li ascoltiamo e li consideriamo per quello che sono, che sentono e che pensano, comprese le potenzialità che svelano. Se a volte, prendiamo spunto dalle loro intuizioni, ed altre ci facciamo trovare pronti con la chiarezza delle nostre idee, capaci di riconoscere la loro aggressività e disposti a scoprirla, decifrando assieme la differenza tra il prima e il dopo.

Gli sportivi, quelli giovani, sono felici se si sentono sicuri, se ai loro alibi subentriamo con la prospettiva di vederli riuscire nel loro intento, raccontando il confine tra il controllo e l’accettazione.

Sono felici se gli diamo istruzioni chiare e precise, esempi di coerenza e lealtà, ricordando che responsabile delle bugie non è chi le dice ma chi le provoca.

Gli sportivi, quelli giovani, sono curiosi quando gli parliamo dello sport, dell’arte motoria, di chi c’è stato prima di loro, e di cosa potranno fare i campioni del domani.

Gli sportivi, quelli giovani, si sentiranno liberi se potranno focalizzarsi su loro stessi, sui limiti che vorranno mettere per vedere rispettate le distanze e le tempistiche necessarie per crescere.

Se una seduta di allenamento smuove allo stesso modo la voglia di arrivare puntuale e la smania di stare assieme ai compagni, allora gli sportivi, quelli giovani, si stanno allenando per davvero. È proprio lì, infatti, che verità e bellezza cominciano a convivere, ed è ancora lì che un nuovo sentimento trova spazio.

La passione per lo sport cresce quando, per noi adulti, ciò che conta sono le persone, quelle che danno corpo all’ambiente sportivo e che consentono la condivisione e la riuscita di un qualsiasi progetto. Ed è proprio con le persone e la loro volontà di far funzionare lo sport, guardando sia all'etica che alla scienza, che occorre lavorare sui confini e spostare i limiti, nell'ottica di una cresibilità® sportiva ormai pronta per prestare soccorso.