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Ricordo che da ragazza collezionavo profumi con grande slancio; ne ho anche le prove. Era un interesse nato da bambina, non so bene neanche come, e nessuno sembra saperlo al posto mio. Quello che ricordo di quel periodo, però, è che proprio durante le festività natalizie - nella fase in cui alla meraviglia dei regali subentra la freddezza delle “buste” - il mio primo pensiero andava ai risparmi che avrei presto programmato per aggiungere un’ennesima fragranza ed un’ennesima bottiglietta alla mia collezione.
I timbrini di Poochie e le gomme da cancellare mi avevano preparato al gusto della collezione, il passaggio successivo ai profumi è stato rapido e indolore. Soprattutto dal giorno della scoperta che Gabriela Sabatini, la mia tennista preferita, era finita inaspettatamente sull'anonima bottiglietta di un’eau de toilette. A quell’età non capivo né come né perché ci fosse finita, e a dire il vero il profumo non era così eccezionale come la giocatrice, ma l’importante, almeno per me, era quell’incontro tra due mondi lontani.
A distanza di anni, quella collezione arreda profumatamente il soggiorno della casa in cui abito, e mai avrei pensato che, da grande, dei fumetti sportivi avrebbero risvegliato dal letargo la mia attitudine (trasversale) a collezionare.
Ebbene sì, ho cominciato a raccogliere fumetti già da un po’; ma mentre la tempistica e la modalità con cui procedo si sono trasformate, l’entusiasmo no. Quello è rimasto lo stesso … complici anche i miei amici fumettisti - Chiara Karicola e Fabrizio Pluc - ed i loro impareggiabili consigli.
L’ultimo fumetto che ho acquistato, da profana del settore, mi viene da pensare, è a dir poco strepitoso. Il fluire della storia mi ha incuriosito in diversi momenti, dirottandomi spesso altrove; eppure la scorrevolezza del testo è una costante facilmente riconoscibile.
Ho letto il viaggio che viene descritto tutto d’un fiato, dall’inizio alla fine, e ne sono rimasta stupita ed attratta, come non avrei mai potuto prevedere.
In linea di massima, per ragioni che non sto qui ad esaminare, non ho alcuna propensione ad approfondire il calcio rispetto ad altri sport. E questo rende il tutto ai miei occhi ancora più intrigante. D'altro canto, è pur sempre vero che quando incappo in una storia raccontata bene - e questa lo era - cado puntualmente in tentazione, e mi ci perdo per giorni ... ora, considerata la mole di lavoro che ho da smaltire, mi chiedo se era proprio questo il momento di perdersi. Ma questo è un problema mio!

Insomma, non potevo che aprire il duemiladiciannove con un punto di vista come questo, che trattasse di fumetti, di un calciatore e di uno sport che sa di Europa.
Ho scoperto Paolo Castaldi - autore di "Zlatan", edito dalla Feltrinelli Comics - cercando in rete, ispirata dal periodo natalizio e dal gusto di regalarmi un pezzo da collezione, come quando ero ragazza.
Mi sono ritrovata catapultata in una lettura totalmente inattesa, per la quale, se non mi fossero state date con tanta maestria, mi sarebbero di sicuro mancate le coordinate necessarie.
Un viaggio grazie al quale ho ammirato come “il calcio balcanico sminuisca l’importanza della vittoria”; nella consapevolezza - disseminata tra le tavole - di chi “è arrabbiato” ed “ha talento”, che come tanti giovani giocatori “ha solo bisogno di qualcuno che gli stia vicino, che abbia pazienza.”
E poi, ammetto che sul finire ho sentito i brividi … spoilerare non si può, è chiaro ...., ma è troppo bello segnalare lo spazio che viene dato a ciò che conta nel calcio: il luogo in cui impari a giocare; il sostegno di un genitore; l’assertività di un mister … e come non bastassero questi elementi: la determinazione che si confonde con l’ossessione e la voglia matta di giocare, ed il gioco del calcio che “non è sport, ma è teatro”.
Tutto questo elevato alla massima potenza dalla bellezza dei disegni, che a distanza di un mese m’incantano con la stessa forza del primo impatto.
Cercavo un pezzo da collezione e sono certa di averlo trovato; ma visto che l’Epifania tutte le feste le porta via, e l'attaccante svedese ha lanciato un suo profumo già da un paio d'anni, potrei anche rispolverare la mia collezione con una nuova bottiglietta. Devo dire che non è niente male.
Nel dubbio, non mi resta che aspettare l'arrivo della Befana …
Di sicuro, la mia vecchia attitudine al collezionismo ha agganciato ancora una volta la mia passione per lo sport e mi sta spingendo in una direzione oltremodo affascinante, in gran parte inesplorata.
Un ringraziamento speciale a Paolo Castaldi per avermi dato conferma di questa sensazione con il suo fantastico Zlatan!!