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nuoto Le Naiadi

Lunedì, mercoledì e venerdì, gruppo sportivo a scuola, con mia madre ed i suoi alunni.
Martedì, giovedì e sabato, in piscina, con mio padre ed i suoi allievi.
E ancora lì, in piscina, sempre di sabato, a vedere la squadra di pallanuoto di mio fratello che giocava.
Infine, domenica, con tutta la famiglia, a controllare i risultati delle partite e la schedina del Totocalcio, immaginando di vincere e di realizzare assieme un Centro sportivo polivalente.
Tutto questo nei mesi della scuola.
D’estate, invece: mare, gare di nuoto dell’U.N.U.C.I. e ritiri tennistici dell’A.N.I.E.F.A.T.. In bici dovunque, e addosso la voglia di vivere le giornate più lunghe dell’anno, in movimento, all’aperto.
Chissà! … forse, era un modo come un altro per aspettare l’adolescenza e quel fantastico mese in camper, che si sarebbe ripetuto una volta all’anno in giro per l’Europa, consolidando un senso di sicurezza rivolto al futuro.
Nel bene o nel male, la mia infanzia si è svolta esattamente così. E magari, senza saperlo, mi stavo preparando anche a prendere una decisione che, per certi versi, sarebbe stata necessaria … quella di scegliere di giocare a pallavolo, croce e delizia del periodo adolescenziale ed universitario. Ma il bello è stato che, nella continuità di quei tredici anni così rigogliosi, ho potuto mettere a fuoco lo sport, i suoi risvolti e la sua intramontabile funzione.
Oggi, ho la fortuna di pensarlo quotidianamente, di sperimentarlo e di rendermi disponibile a migliorarlo; ed è proprio di qualche giorno fa, l’esperienza di un giovanissimo collega che mi chiedeva dove sono scritte tutte le “cose” che so del mio lavoro.
Alla sua domanda, ho avuto una reazione di sorpresa e di simpatia e non mi è venuta nessuna risposta, se non l’espressione del mio volto. Ma quella richiesta mi è rimasta impressa; e ieri, nello spazio del weekend, mi è tornata in mente.
In fondo, penso che quelle “cose” siano scritte dentro di me. Nel mio DNA. E parecchie, neanche le so, ma le ho imparate; vengono dalle esperienze che ho vissuto e dalla consapevolezza che ho costruito negli anni clou, basandomi su quello che facevo e che osservavo. È lì che poggiano i miei studi ed il mio lavoro, e sono quelle che vietano i comportamenti improvvisati (a me come credo a chiunque voglia adoperarsi per lo sport), testimoniando che zelo e convinzione sono strumenti che vengono da lontano.