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Oltre l’opportunità formativa in sede - attiva dal 2017 - il Centro di Psicologia dello Sport di Pescara propone una seconda soluzione in vista del 2019: dopo il successo del Progetto Mo.Ma e con la voglia di tornare in aula parallelamente ai Corsi di Competenza Sportiva, arriva infatti la prima edizione di “Psicologia dello Sport”, un corso di formazione totalmente riservato al settore tecnico.
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni, soprattutto in considerazione di chi ha bisogno di mettere in agenda i propri impegni con un giusto anticipo. 
Il mese di febbraio sarà la partenza sia per la formula weekend che per quella trisettimanale; le sessioni si svolgeranno a Pescara 1° e 2 febbraio (formula weekend) oppure 8 - 15 - 22 febbraio (formula trisettimanale).
È un’occasione speciale, non solo per l’esperienza ventennale della formatrice responsabile - Margherita Sassi - ma anche per la possibilità di scoprire all’interno del programma i fondamenti e gli sviluppi della cresibilità®.
Le attività avranno luogo nella Sala Sport del Centro di Psicologia dello Sport di Pescara in via Ancona e saranno riservate a Laureati in Scienze Motorie ed Allenatori formati all’interno dei rispettivi sistemi federali.
I docenti saranno: Margherita Sassi, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, professionista nell’ambito della psicologia dello sport, e Daniela Fonte, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, esperta in biofeedback e neurofeedback.

genitoriSportSuggerimenti cresibili per sostenere l'esperienza sportiva dei giovani

 

*  Applaudi ed ammira; quando stai per urlare, la tua energia è quasi fuori controllo - Come genitore, il tuo obiettivo è supportare tuo figlio e la sua squadra. Quando un fatto non ti piace o non lo condividi, chiedi di parlarne in privato, e prima trova il tempo per rifletterci.L’applauso ed il sostegno contribuiscono ad un clima divertente che di per sé è un risultato.

Lascia che l’allenatore alleni - … se poi credi di avere le idee così chiare da non concordare in toto con l’allenatore, la scelta di cambiare Società è tua.

Cerca l’aspetto curioso della situazione - Lo sport deve rimanere un gioco. Quando sei rilassato e ti diverti, tuo figlio ti sente partecipe e si esprime al meglio.

Sii paziente con chi collabora alla riuscita di un evento agonistico - I direttori di gara, i giudici e/o gli arbitri sbagliano come chiunque altro; i comportamenti violenti nei loro confronti sono intollerabili.

Fai attenzione quando attribuisci delle colpe - Occhio a confondere le cause con le colpe! Tieni a mente che un risultato è l’effetto di più cause e non tutte sono controllabili. Analizzare una prestazione (individuale o di squadra) è un’operazione complessa e delicata, improvvisarla può ostacolare il consolidamento dell’autoefficacia.

corrispondenza

1° febbraio 2018, leggo la notizia: a settembre ci sarà un Festival dello Sport a Trento.
Ottimo! Sono otto anni che immagino l’organizzazione di un Festival, dal novembre del 2010, quando do vita ad un Convegno a Pescara ( Il senso dello sport ), rifletto sul format che abbiamo utilizzato, e concludo che è obsoleto. Così decido che ne organizzerò uno, di Festival. E lo farò comunque in Abruzzo, una regione che credo sia perfetta, per la posizione geografica e per le numerose città medio-piccole disseminate qua e là, che come insegna Giulia Cogoli - ideatrice e direttrice dei Dialoghi sull’Uomo - sono quelle ideali per un evento di approfondimento culturale.
Comunque, ora in Trentino il Festival è alle porte.
Quando l'ho letto, invece, era ancora inverno. E appena lo scopro rimango talmente folgorata dalla bellezza della prospettiva e dalla possibilità di partire per osservare come si fa, che scrivo una mail e mi metto a disposizione per partecipare. Cerco tempestivamente i contatti disponibili on line, e premo invio sul testo del messaggio.
Poi, aspetto.

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“E poi che posso fare?”

È questa la domanda ricorrente che sopraggiunge quando propongo e racconto del Corso di Competenza Sportiva. Specificare la mia risposta penso sia pressoché irrilevante, che poi non è neanche sempre la stessa … . Quello che invece trovo più significativo è riportare i fatti nudi e crudi e provare a chiudere questo ragionamento nel migliore dei modi possibili.
Nel recente passato ho conosciuto una professionista, psicologa e specializzata in psicoterapia.
Nell’estate del 2015 l'ho incontrata per la prima volta ad un Convegno, per il quale il Comitato Regionale Abruzzo della FIDAL mi aveva invitato come relatrice. Nel marzo del 2016, l'ho ritrovata in aula tra gli iscritti alla terza edizione del Corso di Competenza Sportiva e l’anno scorso l'ho risentita telefonicamente, una volta metabolizzato il tutto.
È ormai prassi che a posteriori ci chiamano in tanti, ma lei è tra quelli che superano lo step critico. Tra il 2017 e il 2018, l'abbiamo accolta per fare esperienza nel nostro ufficio, e ha macinato 100 ore di attività (50 di base e 50 avanzate).
In questa fase, è al lavoro su un project work, che ovviamente non sta a me spoilerare!
Nei fatti, come chiunque alle prime armi, sta prendendo confidenza con un settore in cui le difficoltà prestano il fianco agli errori e la confusione induce alla perseveranza che serve per fare chiarezza.
Morale della favola: do un credito smisurato allo sport, per cui lavoro nel settore da quasi vent’anni; uno degli obiettivi con cui mi muovo è che le persone come la professionista di cui sto scrivendo maturino una fiducia crescente e consapevole nell’avvicinarlo.