consulenza

Consulenza psicologica
e psicoterapia

progetti editoriali

Progetti editoriali

corsi

Programmazione annuale
degli eventi

cresibilità

Cresibilità e dintorni

progetti

Progetti tra enti
scolastici e sportivi

riconoscimenti

Premi e iniziative

approfondimento

"Punti di vista"
La rubrica del mese

spunti sportivi

"Spunti sportivi"

otto punti fermiOtto punti fermi per decidere di abbandonarsi allo sport

Come riconoscere la cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Apprendimento e risultati - La fiducia nell’atleta è uno strumento di lavoro che stimola la conoscenza. Valorizzare la plasticità del giovane vuol dire oltrepassare l’efficacia delle strategie di allenamento rivolte al risultato ed avere cura dei processi di apprendimento in atto e della definizione degli obiettivi di prestazione prefissi.

2. Autonomia e controllo - Lo stile di attribuzione (interno ed esterno) deve favorire un approccio allo sport creativo e responsabile, nel cui ambito mantenere come criterio di valutazione la conquista dell’autonomia, quindi l’esercizio delle life skills e la soddisfazione del desiderio abbinato all’ambizione di migliorare.

3. Alternanza e resilienza - L’alternanza dei risultati sportivi deve essere ammessa e valorizzata; è necessario imparare a gestire la positività come la negatività. Questo tipo di esperienza, che non va né programmata, né controllata, rappresenta infatti la migliore fonte di resilienza.

4. Il diritto allo sport - La scelta dello sport da praticare va fatta valutando attitudini, aspirazioni e curiosità. Bisogna ascoltare le preferenze del giovane e vagliarne le ragioni, limitando le scelte dettate da un utilizzo terapeutico dello sport, che espone spesso alla deriva dei “devo”, “dovrei” o “si deve”.

DivietoAccessoCPSPescara

Finalmente arriva il fatidico giorno ed entro in un palazzo blasonato della città dove vivo. Sono eccitata all'idea di scoprire un posto che m'incuriosisce ormai da anni; prima o poi sarebbe arrivata l'occasione giusta. Lo sapevo e così è stato. Incredibile come il tempo sia davvero galantuomo!

Ѐ un palazzo affascinante e mi appare subito una struttura molto bella, in linea con le aspettative che mi porto dietro; decoro e funzionalità abbondano. C'è un particolare però, piccolo, ma che mi lascia sbigottita. Un divieto di accesso all’imbocco della scalinata che porta ai piani superiori.

Ho appuntamento al quarto piano, e voglio arrivarci a piedi, ma per esclusione un cartello mi obbliga all'utilizzo dell'ascensore. Mi domando quale possa essere il motivo o il problema senza limitarmi ad una soluzione unica.

Il fatto diventa un dilemma senza risposta. Un'intera giornata di corso. Il brivido di violare un divieto. E il gusto di condividere un dubbio con persone sconosciute. Tutto questo misto alla perplessità di accorgermi, nel frattempo, che pronunciare la parola “movimento” per abbinarla al concetto di energia, tra ragionamenti a tema “alimentare”, suscita ancora delle spiccate resistenze che, di questo passo, diventeranno ancestrali.

Eppure, come psicologi dello sport, quando ci adoperiamo nell’applicare un protocollo di allenamento mentale (che non è altro che il mental training) ricorriamo con disinvoltura al concetto di attivazione o di arousal proprio per allenare la capacità di regolare il livello di energia degli atleti, giovani compresi.

Adesso, stando ai fatti della giornata, mi chiedo se è davvero così efficace proseguire nel focalizzarsi sugli atleti. Ed ancora una domanda resta in sospeso, ma questa volta un'ipotesi ce l'ho.

DirittiSportCresibileElenco dei diritti previsti dalla cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Riconoscere le proprie emozioni è parte integrante della crescita e della prestazione. La gestione di qualsiasi cambiamento emozionale rientra in un allenamento efficace.

2. L’utilizzo delle regole favorisce l’acquisizione dell’autodisciplina, e le punizioni hanno senso quando sono associate ai comportamenti e non alle emozioni o alle persone.

3. Ognuno può chiedere con franchezza ciò che desidera.

4. Esporre il proprio punto di vista è un comportamento non solo naturale, ma anche rispettoso di una convivenza per la quale contribuire.

5. Esprimere un sentimento di qualsiasi genere, in favore dell’onestà e della gentilezza, è il migliore sostentamento possibile per il gruppo (o la squadra) di appartenenza.

6. Ognuno ha il diritto di divertirsi e di sorridere, sia in allenamento che in gara, all’interno di un ambiente sano e sicuro.

7. Chi viene strumentalizzato deve essere supportato nel recuperare la qualità della propria vita e della propria salute.

8. Ognuno ha il diritto di esercitare la propria creatività, conoscendo limiti e regole dello sport che pratica.

9. Si può decidere di astenersi dall’allenamento o dalla gara, purché si comunichi in maniera leale e quindi responsabile.

10. Ognuno ha il diritto di sbagliare e di ripartire dall’errore commesso.

CPSPescara tiroallafune

Nel 2013, quando mi è balenata l’idea di progettare un Corso di Competenza Sportiva, consideravo prioritario partire dall’abc, e cercavo il modo migliore perché le persone potessero scoprire che la formazione sport-specifica è la conseguenza di una competenza sportiva generale e propedeutica, la stessa che il Corso avrebbe preso come punto di riferimento.

Facevo questi ragionamenti perché ero attratta (e lo sono tuttora) dalla prospettiva di accrescere la qualità dell’ambiente sportivo, e oltretutto perché volevo (e lo voglio tuttora) connettere chi crede e dice di essere uno sportivo con chi crede e dice di non esserlo.

Ad oggi mi rendo conto che lo sport interpretato dai Millennials urge di una creatività che troppo spesso viene dimenticata, e solamente coloro che sentiranno il coraggio di avvicinarsi ai confini sportivi sapranno allenarla, perché potranno fare leva sulle differenze e le somiglianze che le persone dimostrano, stando di qua o di là.


Alle porte della quinta edizione del Corso sento di aver tracciato una strada percorribile, sia che si parli di formazione che di applicazione.
 Volendo investire sul futuro dello sport e consolidare la qualità che esprime, penso infatti che sia essenziale rivitalizzare la maggioranza e prendersi cura delle singole persone, quindi delle “convinzioni sportive” che nutrono, e delle “emozioni sportive” che vivono, hanno vissuto o vorrebbero vivere.

Allo sport, serve una base solida, che poggi su una competenza ed una sensibilità che garantiscano ogni forma di specializzazione possibile; e perché si possa raggiungere un simile traguardo, bisogna creare collegamenti dentro e fuori le persone, stimolando l’attenzione necessaria per dirigere la consapevolezza di ciascuno.


Il gioco, l’abilità di fare squadra e l’empatia sono solo alcuni degli argomenti su cui si inserisce il Corso di Competenza Sportiva, un’attività durante la quale la gestione delle emozioni e dei pensieri, così come l’esercizio dell’abilità attentiva, sono il miglior viatico per un processo d’integrazione da intraprendere, in vista di un paradigma, quello della cresibilità®, ancora da scoprire. Detto questo, mi raccomando: vi aspetto l'8 marzo! ;)