otto punti fermiOtto punti fermi per decidere di abbandonarsi allo sport

Come riconoscere la cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Apprendimento e risultati - La fiducia nell’atleta è uno strumento di lavoro che stimola la conoscenza. Valorizzare la plasticità del giovane vuol dire oltrepassare l’efficacia delle strategie di allenamento rivolte al risultato ed avere cura dei processi di apprendimento in atto e della definizione degli obiettivi di prestazione prefissi.

2. Autonomia e controllo - Lo stile di attribuzione (interno ed esterno) deve favorire un approccio allo sport creativo e responsabile, nel cui ambito mantenere come criterio di valutazione la conquista dell’autonomia, quindi l’esercizio delle life skills e la soddisfazione del desiderio abbinato all’ambizione di migliorare.

3. Alternanza e resilienza - L’alternanza dei risultati sportivi deve essere ammessa e valorizzata; è necessario imparare a gestire la positività come la negatività. Questo tipo di esperienza, che non va né programmata, né controllata, rappresenta infatti la migliore fonte di resilienza.

4. Il diritto allo sport - La scelta dello sport da praticare va fatta valutando attitudini, aspirazioni e curiosità. Bisogna ascoltare le preferenze del giovane e vagliarne le ragioni, limitando le scelte dettate da un utilizzo terapeutico dello sport, che espone spesso alla deriva dei “devo”, “dovrei” o “si deve”.

5. Qualità e quantità - Per essere percepito come uno stile di vita, lo sport deve comportare una valutazione attenta della qualità e quantità. Affinare la preparazione vuol dire fare perno sulla sensibilità personale e credere in un approccio interdisciplinare che sia di stimolo anche a livello relazionale.

6. Errori e tolleranza - È consigliabile dimostrare con l’esempio e la testimonianza diretta che sbagliare è un “fatto” e va gestito in quanto tale. Spesso tollerare l’errore è difficoltoso, ma una convinzione personale corretta (“è successo quello che è successo”) aiuta a normalizzare l’evento senza sottovalutare (“basta … non è successo niente!”) o sopravvalutare una prospettiva di successo (“la prossima volta vedrai che vincerai tu”).

7. Competenza sportiva - Il comportamento resiliente va incoraggiato in allenamento perché possa emergere in gara; i giovani necessitano non solo di riferimenti sicuri (per es. consigli tecnici), ma anche di un atteggiamento partecipativo da acquisire, in considerazione della competenza personale da sviluppare.

8. Eccellenza e dedizione - È inopportuno illudere gli adolescenti che con qualche giusto accorgimento, in breve, si possano ottenere eccellenti risultati. L’eccellenza è figlia di interminabili processi, e la dedizione allo sport prevede un incessante lavorìo, di cui si diventa consapevoli soprattutto nel superare le sconfitte e nel creare un proprio stile.