Cresibilità e Dintorni

 

sogni sportivi cresibili

"Sognatori si nasce, sportivi cresibili si diventa."

La persona: al suo sogno = il cielo: alla terra. La matematica non rientra tra le mie passioni, ma questa è un'equazione che mi piace. Poi nella realtà, purtroppo, ci sono persone che si arrendono alla complessità di dare corpo al loro sogno, consapevoli che per farlo, bisogna riconoscerlo, accettarlo, e trasformare le parole nei fatti. Barcamenarsi, con tenacia, in tutti quei frangenti in cui nascono le difficoltà vere, tra la fatica ed il sacrificio di attivare un processo semplice, ma costoso.

Costoso sul piano delle emozioni, dei comportamenti, delle convinzioni e, non per ultimo, dei rapporti umani.

E quando si tratta di sogni, si sa, le idee non sono mai banali, sono idee forti, coraggiose, di quelle capaci di affinare una serie vistosa di azioni e di reazioni, associate, tutte, ad un sentimento profondo.

Lo stesso che, in principio, scatena il sogno.

Si tratta di un processo circolare, e una volta che ci sei dentro, solo allora, sai come riconoscerlo; perché, in fondo, ti fa paura e allo stesso tempo ti eccita, e l’energia che produce riesce a rialzarti ogni volta che cadi. È semplice e potente, capace di creare spazio al futuro, alle trasformazioni e alla speranza.

Oggi, l'idea della cresibilità® esiste, abita i sogni degli sportivi appassionati, muove le intenzioni di chi crede nello sport al cospetto del fattore umano, e prende corpo nella realtà, senza essere ancora codificata. Il domani è dietro l'angolo, il processo è circolare, e noi del CPSPescara ci stiamo dentro, architettando, passo dopo passo, il futuro di uno sport cresibile.

Se l’idea Vi solletica, basta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. … siamo qui a lavorarci ogni giorno!!

 

 

genitoriSportSuggerimenti cresibili per sostenere l'esperienza sportiva dei giovani

 

*  Applaudi ed ammira; quando stai per urlare, la tua energia è quasi fuori controllo - Come genitore, il tuo obiettivo è supportare tuo figlio e la sua squadra. Quando un fatto non ti piace o non lo condividi, chiedi di parlarne in privato, e prima trova il tempo per rifletterci.L’applauso ed il sostegno contribuiscono ad un clima divertente che di per sé è un risultato.

Lascia che l’allenatore alleni - … se poi credi di avere le idee così chiare da non concordare in toto con l’allenatore, la scelta di cambiare Società è tua.

Cerca l’aspetto curioso della situazione - Lo sport deve rimanere un gioco. Quando sei rilassato e ti diverti, tuo figlio ti sente partecipe e si esprime al meglio.

Sii paziente con chi collabora alla riuscita di un evento agonistico - I direttori di gara, i giudici e/o gli arbitri sbagliano come chiunque altro; i comportamenti violenti nei loro confronti sono intollerabili.

Fai attenzione quando attribuisci delle colpe - Occhio a confondere le cause con le colpe! Tieni a mente che un risultato è l’effetto di più cause e non tutte sono controllabili. Analizzare una prestazione (individuale o di squadra) è un’operazione complessa e delicata, improvvisarla può ostacolare il consolidamento dell’autoefficacia.

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Strumenti cresibili per il mental training.

1. Usa quello che ti sembra più efficace per te.

2. Inizia con una o due strategie semplici, senza sovraccaricarti.

3. Parti dalle situazioni meno stressanti per testare il tuo approccio e procedi ad allenarlo finché funziona.

4. Crea un promemoria (come il profilo di prestazione) che ti aiuti a raggiungere la condizione che desideri.

5. Allenati usando il tuo promemoria come riferimento per entrare nella tua migliore concentrazione.

6. Prima dell’inizio di un torneo, pensa a come vorresti sentirti nella prossima partita e a come vorresti concentrarti; ricordati le prospettive e l’attenzione che vuoi mantenere.

7. Prova a lasciare che le emozioni e i sentimenti/umori positivi emergano naturalmente assieme ad un’attenzione pienamente focalizzata.

otto punti fermiOtto punti fermi per decidere di abbandonarsi allo sport

Come riconoscere la cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Apprendimento e risultati - La fiducia nell’atleta è uno strumento di lavoro che stimola la conoscenza. Valorizzare la plasticità del giovane vuol dire oltrepassare l’efficacia delle strategie di allenamento rivolte al risultato ed avere cura dei processi di apprendimento in atto e della definizione degli obiettivi di prestazione prefissi.

2. Autonomia e controllo - Lo stile di attribuzione (interno ed esterno) deve favorire un approccio allo sport creativo e responsabile, nel cui ambito mantenere come criterio di valutazione la conquista dell’autonomia, quindi l’esercizio delle life skills e la soddisfazione del desiderio abbinato all’ambizione di migliorare.

3. Alternanza e resilienza - L’alternanza dei risultati sportivi deve essere ammessa e valorizzata; è necessario imparare a gestire la positività come la negatività. Questo tipo di esperienza, che non va né programmata, né controllata, rappresenta infatti la migliore fonte di resilienza.

4. Il diritto allo sport - La scelta dello sport da praticare va fatta valutando attitudini, aspirazioni e curiosità. Bisogna ascoltare le preferenze del giovane e vagliarne le ragioni, limitando le scelte dettate da un utilizzo terapeutico dello sport, che espone spesso alla deriva dei “devo”, “dovrei” o “si deve”.

5. Qualità e quantità - Per essere percepito come uno stile di vita, lo sport deve comportare una valutazione attenta della qualità e quantità. Affinare la preparazione vuol dire fare perno sulla sensibilità personale e credere in un approccio interdisciplinare che sia di stimolo anche a livello relazionale.

6. Errori e tolleranza - È consigliabile dimostrare con l’esempio e la testimonianza diretta che sbagliare è un “fatto” e va gestito in quanto tale. Spesso tollerare l’errore è difficoltoso, ma una convinzione personale corretta (“è successo quello che è successo”) aiuta a normalizzare l’evento senza sottovalutare (“basta … non è successo niente!”) o sopravvalutare una prospettiva di successo (“la prossima volta vedrai che vincerai tu”).

7. Competenza sportiva - Il comportamento resiliente va incoraggiato in allenamento perché possa emergere in gara; i giovani necessitano non solo di riferimenti sicuri (per es. consigli tecnici), ma anche di un atteggiamento partecipativo da acquisire, in considerazione della competenza personale da sviluppare.

8. Eccellenza e dedizione - È inopportuno illudere gli adolescenti che con qualche giusto accorgimento, in breve, si possano ottenere eccellenti risultati. L’eccellenza è figlia di interminabili processi, e la dedizione allo sport prevede un incessante lavorìo, di cui si diventa consapevoli soprattutto nel superare le sconfitte e nel creare un proprio stile.

DirittiSportCresibileElenco dei diritti previsti dalla cresibilità® sportiva in ambito giovanile

1. Riconoscere le proprie emozioni è parte integrante della crescita e della prestazione. La gestione di qualsiasi cambiamento emozionale rientra in un allenamento efficace.

2. L’utilizzo delle regole favorisce l’acquisizione dell’autodisciplina, e le punizioni hanno senso quando sono associate ai comportamenti e non alle emozioni o alle persone.

3. Ognuno può chiedere con franchezza ciò che desidera.

4. Esporre il proprio punto di vista è un comportamento non solo naturale, ma anche rispettoso di una convivenza per la quale contribuire.

5. Esprimere un sentimento di qualsiasi genere, in favore dell’onestà e della gentilezza, è il migliore sostentamento possibile per il gruppo (o la squadra) di appartenenza.

6. Ognuno ha il diritto di divertirsi e di sorridere, sia in allenamento che in gara, all’interno di un ambiente sano e sicuro.

7. Chi viene strumentalizzato deve essere supportato nel recuperare la qualità della propria vita e della propria salute.

8. Ognuno ha il diritto di esercitare la propria creatività, conoscendo limiti e regole dello sport che pratica.

9. Si può decidere di astenersi dall’allenamento o dalla gara, purché si comunichi in maniera leale e quindi responsabile.

10. Ognuno ha il diritto di sbagliare e di ripartire dall’errore commesso.

11. Ognuno ha il diritto di esercitare la propria sensibilità e di non sentirsi pronto.

12. Ognuno ha il diritto di dire “non ho capito” quando c’è un esercizio da compiere.

13. Ognuno ha il diritto di decidere quali responsabilità assumersi nel trovare soluzioni ai problemi del gruppo (o della squadra).

14. Voler cambiare sport è normale, l’importante è farlo senza sentirsi in colpa o inadeguati, ma per la curiosità di provare nuove esperienze.

 

p.s.: la presente Carta prende spunto dall'Art. 31 della Convenzione delle Nazioni Unite per l'Infanzia e l'Adolescenza: "Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e  al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica."

MOMA logo

Azioni Integrate per uno Sport Cresibile - Giugno 2017, Penne (PE)/San Benedetto del Tronto (AP): A/R

Un’esperienza futuristica che trae ispirazione da una storia appetibile.

La storia è quella di Moma, una bambina che era solita giocare, divertirsi e fare dell’allegria la benzina del motore che accendeva ogni mattina.

La sua vita si svolgeva tra il mare e la montagna, passando attraverso laghi, colline, avvallamenti e lunghi sentieri (più o meno impervi!). In estate si divertiva con le onde del mare, in inverno con le ripide discese innevate, e sognava così di acquisire autonomia e sicurezza.

Pochi sapevano godere, come lei, delle preziose opportunità che i luoghi in cui cresceva le offrivano e, per questo, in molti credevano che fosse una bambina eccezionale.

La sua famiglia era un po’ qua e un po’ là, così come i suoi amici e tutte le persone con cui, passo dopo passo, trascorreva intense giornate.

Con gli anni, la sua è diventata una vita fatta di sport e lo sport è diventato il suo lavoro; ma questa è un’altra storia che parla di professionismo, risultati e grandi numeri (magari, la racconteremo un’altra volta …).

Quello che ci interessa è che Moma ha ispirato questo Progetto perché il suo desiderio l’ha spinta, senza sosta, ad andare oltre; il desiderio era quello di condividere la sua passione per la scoperta, la sua forza di mettersi in gioco e il suo coraggio di imparare a vivere attraverso lo sport, complici non solo la sua mente, il suo corpo …!

A volte si accorgeva della fatica di sostenere la sua ambizione, perché capiva che il gioco era complesso, ma puntualmente riusciva ad assecondare il suo desiderio, impiegando l’energia che produceva la sfida.

Moma era convinta di fare qualcosa d’importante e di vero per se stessa e per gli altri.

Era ancora giovane ed aveva già imparato ad immaginare: sognava che un domani le sue regole e le sue abitudini avrebbero mostrato uno stile di vita di cui godere, improntato sulla bellezza e sulla felicità (non le sue, ma di chiunque le avesse cercate).

Grazie al sogno di Moma, viviamo insieme questa nuova avventura all’insegna del divertimento e della curiosità; fine della storia.

Ciao a tutti!

N.B.: Mo.Ma è un progetto cresibile

Un estratto della documentazione relativa alla progettualità si può consultare cliccando qui di seguito [1] [2]

Per ulteriori chiarimenti a riguardo è consigliabile contattare il Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..