CPSPescara tiroallafune

Nel 2013, quando mi è balenata l’idea di progettare un Corso di Competenza Sportiva, consideravo prioritario partire dall’abc, e cercavo il modo migliore perché le persone potessero scoprire che la formazione sport-specifica è la conseguenza di una competenza sportiva generale e propedeutica, la stessa che il Corso avrebbe preso come punto di riferimento.

Facevo questi ragionamenti perché ero attratta (e lo sono tuttora) dalla prospettiva di accrescere la qualità dell’ambiente sportivo, e oltretutto perché volevo (e lo voglio tuttora) connettere chi crede e dice di essere uno sportivo con chi crede e dice di non esserlo.

Ad oggi mi rendo conto che lo sport interpretato dai Millennials urge di una creatività che troppo spesso viene dimenticata, e solamente coloro che sentiranno il coraggio di avvicinarsi ai confini sportivi sapranno allenarla, perché potranno fare leva sulle differenze e le somiglianze che le persone dimostrano, stando di qua o di là.


Alle porte della quinta edizione del Corso sento di aver tracciato una strada percorribile, sia che si parli di formazione che di applicazione.
 Volendo investire sul futuro dello sport e consolidare la qualità che esprime, penso infatti che sia essenziale rivitalizzare la maggioranza e prendersi cura delle singole persone, quindi delle “convinzioni sportive” che nutrono, e delle “emozioni sportive” che vivono, hanno vissuto o vorrebbero vivere.

Allo sport, serve una base solida, che poggi su una competenza ed una sensibilità che garantiscano ogni forma di specializzazione possibile; e perché si possa raggiungere un simile traguardo, bisogna creare collegamenti dentro e fuori le persone, stimolando l’attenzione necessaria per dirigere la consapevolezza di ciascuno.


Il gioco, l’abilità di fare squadra e l’empatia sono solo alcuni degli argomenti su cui si inserisce il Corso di Competenza Sportiva, un’attività durante la quale la gestione delle emozioni e dei pensieri, così come l’esercizio dell’abilità attentiva, sono il miglior viatico per un processo d’integrazione da intraprendere, in vista di un paradigma, quello della cresibilità®, ancora da scoprire. Detto questo, mi raccomando: vi aspetto l'8 marzo! ;)