Punti di vista

 

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Mensilmente, questa pagina dà spazio al "punto di vista" sulle ultime settimane; un parere sulle questioni sportive recenti, firmato da Margherita Sassi (Responsabile del CPS-P, Psicoterapeuta e Psicologa dello Sport).

 

 

 

Prima il dovere e poi il piacere

Gioco, giocosport e sport, tre facce di uno stesso inestricabile processo; il processo grazie al quale diventa possibile rispettare le tappe fisiologiche dello sviluppo di ogni singola personalità.

Stando alle marcate differenze esistenti tra gioco e sport, è utile ricordare che l’idea, più recente, di giocosport ha creato un ponte indispensabile tra le due attività.

Ma perché bisogna partire proprio dal gioco?

Nick Kyrgios

Lo scorso 5 novembre, sfogliando SportWeek, ho letto con interesse l’articolo riguardo Nick Kyrgios, firmato da Lorenzo Cazzaniga. C'erano alcuni passaggi su cui sono dovuta tornare per tracciare un file rouge interno al pezzo, che mi era sembrato un po' scollato, almeno sul piano concettuale.
Ho impiegato qualche minuto in più, ma credo ne sia valsa la pena. Per decifrarlo, ho selezionato alcuni stralci come questi:
“per lui vincere non è l’assoluta priorità, se non in qualche momento di rara lucidità”;
McEnroe, Connors, e compagnia, non odiavano il tennis. Anzi, nutrivano un profondo rispetto. La maleducazione che talvolta li ha accompagnati in campo, era figlia del desiderio di ribellarsi alla sconfitta e della disponibilità ad andare oltre le regole per raggiungere l’unico scopo che li animava: vincere";
“Le sceneggiate di Mac&Co. Erano studiate per conquistare il successo anche nelle giornate storte, quella di Kyrgios è una maleducazione a perdere”.