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I Righeira direbbero l'estate sta finendo; in realtà, da ieri siamo tutti di ripresa, e su Google la sindrome da rientro sembra un argomento gettonatissimo.

Ovviamente, anch’io sono compresa tra i tutti e sono tornata qui, in ufficio, intenzionata ad alzare l’asticella ed orientata a proseguire con i progetti lasciati in sospeso, una decina di giorni fa. Per riprogrammare il lavoro al ritmo necessario, ho ripercorso la settimana passata, ne ho studiato i dettagli, e sapendo che niente va sprecato, sto cercando dei collegamenti che mi permettano di replicare quello che c’è stato di più bello.

Gli ultimi, sono stati sette giorni eccezionali. Lo sono state le temperature (almeno per me) e lo è stata l’acqua.

Cristallino. È così che si fa presto a definirlo, il mare della Calabria, che persino dopo otto ore di viaggio riesce a riconciliarti con lo scoramento scatenato da un tragitto, quello Pescara-Simeri, che sembrava non finire mai.

Era un bel po’ che in estate non scendevo a Sud, e quest’anno l’ho deciso alla cieca, fidandomi degli altri ed immaginando che avrei riprovato delle sensazioni simili a quelle che vent’anni fa trovai in Sardegna.

In effetti, di sensazioni ne ho provate diverse; alcune sorprendenti, altre - credo - memorabili. Mi è piaciuto nuotare incontro al sole prima ancora che sorgesse, ed ho imparato che una rara rana nera sulla rena errò una sera, mentre una rara rana bianca sulla rena errò un po’ stanca (chi mi conosce potrà intuire le mie difficoltà!). Ma soprattutto, tra uno scioglilingua ed una barzelletta, ho trovato il tempo di perdere a biliardino per sette giorni di fila, e di scoprire che Ortensio è un nome proprio di persona.

Inutile farla lunga. Ho goduto di lunghi momenti di gioco, momenti nei quali bellezza e verità sono state le coordinate principali di una dimensione spazio-temporale a sé; gli unici riferimenti validi: ping pong, acqua, balli di gruppo, chitarrate, tennis, beach-volley, musical, cabaret.

A fare da padrone poi, è stato l’atteggiamento divertito della maggioranza, che trovava appigli continui per rigenerarsi, senza tenere conto di niente che non fosse l’essere lì in quel momento; a volte spettatori, altre co-protagonisti.

Il gioco di squadra, con cui l’animazione è arrivata a fine stagione, è stato il fiore all’occhiello di un gruppo di lavoratori indefessi, che è riuscito ad instaurare un proficuo rapporto di complicità nell’ambito di un’atmosfera accogliente e rassicurante.

Io, che per deformazione professionale, consideravo il Villaggio sempre e solo quello Olimpico, ne ho finalmente scoperto una versione nuova. Ed il caso ha voluto che, proprio nel periodo del soggiorno a Simeri, leggessi - su un periodico - del Villaggio Olimpico di Torino 2006, oggi la più grande occupazione abusiva d’Europa. Per inciso, e neanche tanto, mi sembra interessante segnalare che il motto di quelle Olimpiadi (XX Giochi Olimpici Invernali) era Passion lives here … . Oggi, che sono al lavoro, mi chiedo come potevo sorvolare su quelle due varietà (Turistico vs Olimpico) e mantenere così la testa a folle. Forse un modo c’era e avrei potuto astenermi dal riflettere; ma le differenze e le somiglianze tra i due settori - Sport e Turismo - sono troppo stimolanti e gli spunti di lavoro che impreziosiscono il futuro vanno colti al volo. Per cui, eccomi qui per l’ennesima volta, disposta a mettere mano agli appunti che ho preso.

Ma attenzione, perché con queste poche righe sto cercando anche un modo per esprimere la mia gratitudine nei confronti dei giovani dell’animazione; un gruppo che, con i fatti, sembrava superare l’obiettivo fondamentale d’intrattenere gli ospiti della struttura.

E quindi, ultima, ma non per importanza, l’occasione che ho avuto di giocare la canzone di Cesare Cremonini; un’occasione del tutto inaspettata, ma che esprime perfettamente quello che ho più apprezzato della crew di cui sto scrivendo. Quando è uscita, quest’inverno, ho adorato Nessuno vuole essere Robin, e lì in Calabria l’ho rivista in tutti quei momenti in cui mi astenevo dal ballare la sigla 2018 e ammiravo invece l’energia, la generosità e la gentilezza con cui ognuno offriva qualcosa di sé, dando vita ad uno scenario possibile, oltre che confortante.

Grazie ragazzi! Bravi e in bocca al lupo per il futuro!

p.s.: con più tempo disponibile e con espressioni più efficaci sarebbe uscito un articolo migliore, ma permettetemi di terminare così. Il lavoro che mi aspetta è tanto e le ferie sono davvero finite! :)