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"Spunti sportivi"

alicante 2015

Di solito, a capodanno faccio tappa in giro per l’Europa e vado in cerca di qualche spunto attraverso il quale affinare il mio lavoro. In un modo o nell’altro, trovo sempre qualcosa: un impianto sportivo, una palestra scolastica da visitare, uno spaccato significativo da cui ripartire. Ma questa volta le difficoltà non hanno reso possibile niente di tutto questo, eppure il 2021 ci aiuterà a ripensare il nostro modello sportivo, come spesso succede nelle situazioni di crisi.
Presto impareremo insieme dall’insolita esperienza che stiamo facendo, ci renderemo conto che non si può reiterare una visione lineare dell’attività sportiva: promuovere-avviare-allenare-competere, perché non è più sufficiente, e non vedo motivi per credere lo diventi. L’idea stessa di sport va rimessa in discussione, bisogna andare oltre le storie e le vite degli atleti di punta a cui tendere, e mettere in luce la possibilità di una trama interconnessa di micromondi, fatta di professionisti, giovani atleti e persone abituate al movimento.
Lo scenario che ci attende potrà essere un invito implicito per le associazioni sportive disposte a rivedere il modo in cui i diversi settori lavorano insieme. L’obiettivo generale dovrà rispondere alla necessità di instaurare uno scambio continuo e proficuo tra categorie giovanili, attività rivolte al benessere e prime squadre. A questo andrà aggiunta la disponibilità a dialogare meglio con ciascuna persona coinvolta, dovrà essere un impegno sistematico e collettivo, che si tratti di genitori, clienti privati o pubblici, associati a vario titolo parte dell’organizzazione. Perché è anche questo che ora manca e rallenta i tempi della ripresa: le persone non sono al corrente, non conoscono e faticano a capire, quindi pur volendo non possono spendersi per un mondo che abitualmente parla a nome loro pur rendendole parte integrante.
Lo sport è chiaramente un trampolino per le questioni sociosanitarie oltre che psicopedagogiche e formative, e consente di connettersi gli uni agli altri. Ma quanti sono gli impianti che dispongono di un luogo di incontro dedicato dove ricevere ogni genere di organismo esterno: scuole, associazioni, fondazioni? E qual è lo spazio per le sfide sociali che lo sport consente di esplorare? Esistono davvero dei margini di autonomia e di innovazione che gli staff applicano in Società?

Mi piace l’idea di concepire nuovi modelli di preparazione e di allenamento in cui la partecipazione dei clienti sia meglio valorizzata. L’arricchimento del mondo sportivo è subordinato a una maggiore apertura ed è questo il momento ideale per accettarlo; l’abitudine di rimanere centrati sulla propria specificità e sulle diverse forme di specializzazione ha impoverito un settore oggi evidentemente fragile.

newsletter 2021 Con quale proposito è partito il 2021?
Noi stiamo realizzando uno dei primi: cambiare newsletter. Vogliamo farlo al meglio, ma questo lo sapremo nei prossimi mesi.
Chi è già iscritto alla precedente non ha bisogno di fare nulla. Entro una decina di giorni riceverà la prima. Intanto si può prendere nota che la periodicità di invio sarà mensile, tra il 25 e il 27.
Chi ricorda di essere iscritto ma non riceverà nulla, può scegliere se dare un occhio nello spam, chiederci di controllare nella nostra mailing list o molto semplicemente

iscriversi di nuovo

Cosa significa questo per noi?
Continuare a realizzare la nostra vocazione mettendoci al servizio di sportivi e non sportivi e divulgando una cultura che tenga presente i tre pilastri del nostro lavoro:
- competenza;
- educazione;
- cresibilità®.
I traguardi che continuiamo a raggiungere sono tangibili e li utilizzeremo per crescere come collettività e creare esperienze valide per ciascuna persona.

Quali saranno i cambiamenti?
La newsletter è pensata per contenere 6/7 link da approfondire.
Volendo dare continuità a quanto proposto fino ad ora, anche le prossime newsletter conterranno un “Punto di vista” (#PdV) e le iniziative del Cpsp, ma a questo aggiungeremo quattro novità:
1. il numero corrente della rubrica “Prima pensavo che” (#PPC), sui temi evergreen della psicologia dello sport (salute e benessere, sport agonistico giovanile, professionismo, organizzazioni sportive, ecc.);
2. un “esempio pratico” per atleti o tecnici riguardante l’allenamento mentale o l’apprendimento motorio;
3. una “lettura sportiva” consigliata;
4. una breve rassegna delle “news sportive” più rilevanti (bandi, progetti, partnership, eventi …).

progettazione“Ciò che conta per me, per il corridore che sono, è tagliare un traguardo dopo l’altro, con le mie gambe.
Usare tutte le forze che sono necessarie, sopportare tutto ciò che devo, e alla fine essere contento di me.
Imparare qualcosa di concreto dagli sbagli che faccio e dalla gioia che provo.
E gara dopo gara, anno dopo anno, arrivare in un luogo che mi soddisfi.
O almeno andarci vicino - sì, questo modo di esprimermi è più giusto”.

(estratto da H. Murakami, L'arte di correre, 2009)

 

Sono certa che questa Guida sia una carta d’identità unica ed un veicolo di immagine davvero prezioso verso quanti continuano a dare corpo al movimento sportivo pescarese; penso non solo a federazioni, enti di promozione ed associazioni sportive, ma anche a istituzioni, sponsor, media, settori con i quali è sempre più vitale dialogare e ai quali occorre proporsi con argomenti, numeri e progetti realizzabili. Per quanto riassumere le attività del Comitato nel 2010 sia stato un lavoro decisamente complesso, lo sforzo è già ricompensato ora che la Guida si trova nelle vostre mani.
Vi lascio con una breve nota.

Di recente, una ricerca svolta da due psicologi della Harvard University e pubblicata sulla rivista Science, ha rilevato che essere contemporaneamente qui e altrove, il corpo in un luogo e la mente in un altro, è causa di profonda insoddisfazione e infelicità. Quasi nella metà dei casi, la mente dei soggetti indagati mentre trascorrono le fasi di una giornata qualsiasi, sembra essere altrove, come assente.

medicina e psicologia dello sport

Oggi, rispondendo tramite mail a un invito ricevuto, ho utilizzato la classica frase: “l’occasione è gradita per augurare buon anno”. Prima di inviarla, però, mi sono chiesta se davvero fosse il caso di aggiungerla: è stato un 2020 difficile, lo è adesso stabilire fin dove si può arrivare con la forma là dove viene meno la sostanza. Alla fine comunque l’ho lasciata, in fondo voleva essere di buon auspicio e in un giorno come questo, alla vigilia di un passaggio che potrebbe sintonizzarci tutti nell'affinare la cultura del nostro Paese, era forse la cosa più azzeccata potessi scrivere.
Precisamente un anno fa sostenevo che avrei lavorato a fondo con i miei colleghi immaginando una Legge che integrasse Medicina e Psicologia dello Sport. In realtà è una strategia nata da lontano, dall’idea che la mia professione debba adoperarsi al servizio degli sportivi, dall’umiltà di capire che le nuove evidenze scientifiche e i nuovi bisogni sociali debbano avvalersi di una perseveranza e di una qualità di pensiero che respingano i palliativi e la noncuranza.
Stando all’indice di sportività elaborato da PtsClas per il Sole 24 Ore, l’Abruzzo con qualche differenza tra provincie è abbondantemente oltre metà classifica e negli ultimi mesi ha risentito non poco dell’impatto del Covid. Sappiamo che la salute dello sport passa attraverso gli individui e le organizzazioni, e i fattori che accomunano l’intero sistema sono traducibili in dati oggettivi la cui conoscenza permette di compiere azioni efficaci e ridurre al minimo il dispendio di energie. Ora, ferma restando quest'ultima intenzione, credo che in Abruzzo sia evidente la volontà di valorizzare la Medicina dello Sport e la tutela sanitaria delle attività sportive e motorie, considerato anche lo sforzo recente di annettere una nuova disciplina psicologica in favore della qualità e del benessere dell'intero settore.

La Legge Regionale n. 15 con l'approvazione delle successive modifiche consente, infatti, un cambiamento fondamentale, considerando il ruolo della Psicologia dello Sport e offrendo così all’Abruzzo l’opportunità di guardare oltre le classifiche e puntare a un'eccellenza mai sperimentata nel nostro Paese.