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"Spunti sportivi"

progettazioneOk, ci siamo. È il periodo in cui mensilmente pubblico un punto di vista e ammetto che nei primi giorni di questa fase così insolita, nell'ideare una programmazione di massima, ho fatto due conti in velocità e ho rinviato la stesura del pezzo a data da destinarsi. Al primo impatto, non intendevo scrivere qualcosa che risentisse delle contingenze e non ritenevo valido evadere, parlando di argomenti estranei al presente, che tra l'altro nella rubrica è la costante a cui m'ispiro.
Poi, però, questa mattina mi sono svegliata e ho pensato che no. Non l’avrei fatto, non avrei rimandato l’appuntamento, né con me stessa né con chi magari si aspetta che un punto di vista venga a galla anche adesso. Per cui, eccomi qui, alle prese con la tastiera e la volontà di confezionare un pensiero che rispecchi questo momento, in cui anche lo sport sta scrivendo la sua parte, a cavallo tra umorismo, approssimazione e leggerezza.
Le prime idee che ho avuto e su cui avrei lavorato sono queste tre.
Prima. Raccontare come sto customizzando le mie giornate al netto degli appuntamenti lavorativi che, a questo punto della stagione, raggiungerebbero il picco massimo della quantità e dell’impegno … . Troppo personale, potrebbe fregare meno di niente a nessuno. Scartata.
Seconda. Esprimere la mia opinione sulla funzionalità di uno stop forzato e sull’attitudine ad esplicitare soluzioni preconfezionate là dove non è detto si riesca a definire il problema … . Troppo complesso, distante dall’emergenza che stiamo affrontando. Scartata.
Terza. Spoilerare l'avanzamento del lavoro su Stop&Go 2.0 e accennare a come se la sta passando Vittoria alle prese con le sue recenti sconfitte e le sue sfide ibride, per metà sportive e per metà imprevedibili. Troppo rischioso, ai fini di una buona riuscita è importante custodire i punti salienti della trama. Scartata.
E allora?
E allora, boh! Mi sarebbe piaciuto fare un sondaggio per decidere assieme, ma la verità è che ora siamo tutti troppo coinvolti nel fronteggiare qualcosa di più grande di noi stessi, e nessuno starebbe dietro ad una questione superflua come questa. Quindi, alla fine, provo una scelta indipendente, a cui sono anche abituata, ma non per questo è detto sia quella preferibile.

progettazioneAnche oggi, allo scoccare delle dodici e trenta, è arrivata puntuale la chiamata d’ufficio. A turno, potrebbero essere Tim o Vodafone, ormai è assodato, e se sono impegnata neanche mi alzo. Ma oggi ero lì, affianco al telefono e istintivamente tacchete, ho risposto. Quasi senza volerlo, mi sono ritrovata in piedi vicino alla finestra che parlavo con un giovane psicologo, iscritto all’Albo da pochi mesi, desideroso di sapere del servizio di formazione individuale descritto sul nostro sito.
Ci siamo detti un po’ di cose per una decina di minuti, alla fine mi ha ringraziato e si è congedato con una richiesta affatto insolita, ovvero come avrebbe potuto fare per scegliere un buon corso di psicologia dello sport.
Appunto.
Ho risposto prospettando la presenza di un’offerta estesa e diversificata sul territorio nazionale, impossibile purtroppo sia da monitorare che da valutare, in quanto non ci sono parametri con cui stabilire la qualità di quello che c'è e nemmeno un albo ufficiale di consultazione. In sintesi, non vige alcun obbligo di adeguarsi a disposizioni particolari per elaborare un programma nel settore e quindi ognuno è libero di proporre quello che vuole.
La telefonata si è conclusa a stretto giro, entrambi sembravamo tuttosommato soddisfatti, lui di aver raccolto le informazioni che cercava, io di aver occupato la linea telefonica alla compagnia di turno. Alla fine della fiera, un suggerimento preciso avrei anche potuto darlo, ma sarebbe stato un filtro e visto che a pagare non sono io, non me la sono sentita.
In effetti, qui in Italia, queste situazioni sono sempre un po’ delicate e la difficoltà è dovuta al fatto che l’intervento di uno psicologo dello sport costringe ad una professionalità approfondita e multidisciplinare ed è molto improbabile che un corso sia strutturato sulla corposità della disciplina. Molto spesso, infatti, cosa succede? Che si faccia riferimento con maggiore efficacia ad un solo ambito; l’esempio più evidente, per intenderci, è quello in voga della preparazione mentale.

progettazioneDa ragazza sentivo forte la complicità del 1° gennaio e avviavo puntuale i progetti ad inizio anno. Ora le tempistiche sono cambiate, ma trascurare la fase di decollo di questo 2020 è impossibile, e svelare la mia propensione ad affrontare i problemi di lavoro mi sembra un bel modo per onorare la tradizione.
Ogni progetto sportivo al quale mi dedico, poco importa se grande, piccolo o di quale ambito esso sia, rappresenta per me una sperimentazione sul campo tramite cui aggiungo sicurezza e precisione al metodo che utilizzo.
Progettare è una questione di pratica e mi richiede un approccio sistematico fatto di regole, operazioni, valori oggettivi, che con il tempo trasformo in strumenti. Non è qualcosa di assoluto e definitivo e non significa raggiungere risultati particolari. Piuttosto ha a che fare con la cura dei rapporti umani implicati e il mio modo di processare le diverse strategie d’intervento, magari scoprendo dei dettagli che metto a disposizione degli altri.
Un modo efficace con cui io procedo è quello di identificare uno ad uno gli aspetti salienti del mio lavoro, scegliere il più adatto al contesto, studiare approcci e collegamenti, capire i problemi, trovare le soluzioni e coinvolgere l’ambiente nella sua complessità.
Ormai ho assodato che l’importante è non sentirmi in dovere di fare sempre e tutto, ma adoperarmi implementando tempi e spazi di esecuzione. I lavori possono rientrare in programmazioni medio-lunghe, lunghissime o concludersi in una settimana.

pocket S8* Autore: Margherita Sassi

* Produttore: Centro di Psicologia dello Sport, Pescara CPS-P

* Dimensioni: cm 10.5 x 7.5, n. 8 pagine, chiuso

* Carta semplice: un foglio A4, colore bianco

* Involucro: cartoncino di colore verde, blu o rosso, a seconda del contenuto, con molletta/graffetta

* Costo compreso nella quota di iscrizione all’aggiornamento

* Uso dichiarato: pocket informativo

* Funzionalità: questo strumento svolge due funzioni: una è quella di informare, l’altra di organizzare la cresibilità in tre sezioni: creatività, sensibilità e qualità