triangolo pitagoraTra i buoni propositi di quest'anno volevo evitare di arrabbiarmi a causa di situazioni per le quali avrei potuto fare ben poco e ammetto che stavo per cedere all’impulso. Ma no, non lo farò. Semmai, ne parlerò il prossimo gennaio.
Per chiudere in bellezza l'anno solare, invece, provo a trovare le parole giuste a testimonianza dello sforzo recente fatto per affinare la cresibilità. Per una serie di coincidenze, infatti, mi è arrivata una serie improvvisa di domande sull’argomento e mi sono adoperata per spiegare il termine nella maniera più precisa possibile.
Henri Poincaré sosteneva che una connessione innovativa e funzionale tra elementi già esistenti fosse sinonimo di creatività; ecco, il mio sforzo nasce da qui. Lo scopo è correlare i settori della cresibilità e per far sì che il sistema sportivo possa avvantaggiarsene concretamente negli anni avvenire.
Gli obiettivi principali di tanta laboriosità sono tre.
Tradurre la teoria nella pratica e viceversa.
Sistematizzare una modalità applicativa fruibile dai professionisti.
Integrare creatività, sensibilità e qualità.
Tre sono anche gli elementi di approfondimento su cui sto elaborando le diverse ipotesi di intervento. Provo ad elencarli.
Primo: la creatività, in quanto capacità cognitiva, è ormai presente in letteratura con dei dati consolidati e delle fonti bibliografiche notevoli, prevenienti da tutto il mondo. Considerando l’applicazione nell’età dello sviluppo, prevede un ambito di intervento molto esteso che comprende, per esempio, le funzioni esecutive. Lavorandoci continuativamente da quattro anni, sto analizzando le prime ricadute degli strumenti messi a punto sul piano metodologico.


Secondo: la sensibilità, intesa in chiave fisiologica, corrisponde alla percezione di quello che il sistema nervoso rileva attraverso i sensi ed è associata a molteplici campi d’indagine, alla misurazione psicofisiologica, neuropsicologica e all’utilizzo, più recente, della realtà virtuale. Trattandosi di un processo psichico strettamente collegato al corpo e alle sue specifiche caratteristiche, il suo valore all’interno del paradigma è imprescindibile ed è consigliabile lavorarci a partire dall’infanzia.
Terzo: la qualità affonda il suo significato nell’ambito delle neuroscienze e se nella prima fase di evoluzione del modello è stata il costrutto maggiormente critico, ora è quello che sta dando gli effetti più insperati. Il dato da cui sono partita è che trasformiamo in consapevolezza solo ciò che attenzioniamo per un tempo sufficiente e, grazie a questo processo, apprendiamo dall’esperienza, caratterizzando in maniera astratta le nostre sensazioni. Le qualità personali delle percezioni - che Rodolfo Llinás definisce qualia - rappresentano, in effetti, le controparti mentali delle proprietà concrete dell'ambiente (in particolare, per esempio, degli oggetti) e come tali derivano dai più basilari processi di computazione neurale. Integrando la qualità con gli altri costrutti - creatività e sensibilità -, nel corso degli anni mi sono soffermata al contempo sulla necessità di misurarla e la difficoltà di farlo. Pensavo, per esempio, quanto fosse complesso rilevare la percezione di un suono rispetto alla registrazione di un tempo. E allora ho guardato indietro ed evidenziato come il sapere scientifico abbia tradotto gradualmente l’ordine qualitativo in quello quantitativo e affermato così il valore della misurabilità e delle operazioni di calcolo. Quindi, sul piano della qualità, ho preso atto che attualmente la modalità con cui uno stimolo si presenta debba comprendere non solo la possibilità di essere osservata con precisione, ma anche la considerazione accurata delle variazioni percettive individuali di fronte lo stesso stimolo. Ecco, io credo che proprio questo passaggio - tanto sottile quanto significativo - sia il fulcro di un’interfaccia uomo-macchina ancora più efficace e la sfida necessaria per scongiurare una futura generazione di atleti automi.
Questo è oggi un abstract della cresibilità, non so prevedere dove potrà arrivare, ma conosco le direzioni che ha intrapreso e i lavori previsti per il 2020. Quest’anno per non “sballare” mi fermo qua.