progettazioneHo trascorso un mese di agosto particolarmente intenso e nonostante il ritmo incalzante ho individuato diverse notizie meritevoli di un punto di vista in più. Però, non so perché, puntualmente ho aspettato. Forse, complici i lavori di restyling dell’ufficio che sto ultimando in questi giorni malgrado il razionamento dell'acqua che va avanti da inizio di agosto. Oppure Vittoria Albeggia che ha ripreso forma grazie alla ripartenza della sapiente collaborazione con Chiara Colagrande, in arte Karicola. Per chi non sa ancora nulla, Vittoria è la protagonista femminile del seguito di Stop&Go, il romanzo che ho scritto nel 2013.
Fatto sta che alla fine una notizia che mi ha colpito più dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, più di Andrea Pirlo e Fabio Liverani, più della riforma di Vincenzo Spadafora e più dello spot della Barilla con la comparsata di Roger Federer a Finale Ligure, è stata l’idea di Davide Mazzanti, allenatore della nazionale italiana di pallavolo femminile. Da settembre, ha in programma di girare l’Italia in camper per confrontarsi con allenatori di tutte le regioni. Sarà che si chiama come uno dei personaggi della trilogia che sto scrivendo, sarà che siamo nati lo stesso anno ed abbiamo frequentato l’Università di Urbino entrambi. A me il suo progetto piace e poco importerà quali società avrà modo di contattare e in quali palestre scolastiche riuscirà ad entrare. Quello che conta è diffondere l’utilizzo di un mezzo che potrebbe diventare una soluzione ottimale per tutte le Federazioni.
Sono certa che brandizzarlo non sarà un problema e mi commuove ricordare che più di trent’anni fa un progetto molto simile ha visto protagonisti i miei genitori. Sì, proprio loro, che dopo un primo approccio alla palla tamburello da parte di mia madre, hanno approfondito l’aggiornamento in Sardegna e da lì hanno abbracciato la scommessa di diffondere e promuovere uno sport per molti semi sconosciuto in accordo con la Federazione Italiana Palla Tamburello FIPT. Hanno girato parte dell’Italia con il loro camper, contenti di esprimere il loro essere insegnanti di educazione fisica e fiduciosi di attecchire nelle scuole coinvolte, per poi riversare tutto il loro entusiasmo prima nei Giochi della Gioventù della scuola di appartenenza e infine nel ruolo di arbitri, di nuovo in giro per l’Italia.


Il camper, loro, non lo hanno brandizzato. Negli anni Novanta i social erano agli albori e comunicare tanta iniziativa e tanto slancio vitale non era così immediato come lo è adesso.
Ma di sicuro i miei genitori, diplomati ISEF, e Davide Mazzanti, laureato in scienze motorie, sanno di cosa si tratta quando si parla di scoutismo e di campeggio. Sanno chi è Robert Baden Powell e incarnano lo spirito pratico di chi del movimento ne ha fatto o ne fa una questione di vita e di sport.
Chissà che al di là di sporadiche iniziative personali, le Federazioni non prendano ispirazione e non istituiscano una nuova modalità per operare sul territorio. E come il mondo del cinema e del circo non decidano di rivalutare un mezzo di trasporto tanto interessante quanto funzionale.
Per il momento, bravo Davide e bravi Cecilia e Vincenzo (i miei genitori)!

Ah, quasi dimenticavo: per la cronaca, il gioco del tamburello è uno sport di squadra di origini antichissime. Attualmente sono contemplate quattro specialità, ma la principale è quella open. Questa, da eseguire in campo aperto, prevede un campo m. 80 x 20. La squadra è composta da due terzini, un centrocampista, un rimettitore e un battitore. La palla è di gomma di colore bianco, il tamburello può essere ovale o rotondo. Le altre modalità sono muro, a cui si aggiunge l'incognita del rimbalzo sul muro d'appoggio, indoor, nata dall’esigenza di giocarvi anche nel periodo invernale, tambeach, su sabbia o arenile. Il punteggio è quello del tennis.

Per quanto mi riguarda, mi è bastato giocarci per sentire quanto fosse divertente.

 

La foto è stata presa dal seguente link: http://bit.ly/sport-camper