Da oggi sono tesserata come Socio aderente della Federazione Medico Sportiva Italiana. Di sicuro la cosa porta con sé un significato personale, ma ci sono segnali che soprattutto per la storia che si lasciano alle spalle vanno oltre ciò che apparentemente rappresentano. Il mio tesseramento è uno di quelli. E sono i fatti accaduti nei venticinque anni che lo hanno preceduto a farne qualcosa di più di una semplice adesione.
Dal 2001 ho scelto di sviluppare la mia professione, certa che la Psicologia dello Sport potesse integrarsi con la Medicina dello Sport, condividendone pienamente l'obiettivo di tutelare la salute dello sportivo. Nel tempo ho cercato di dare forma a questa idea attraverso congressi scientifici, progetti nelle scuole, attività formative, convegni dedicati all'integrazione tra specialisti, fino all'attuale attività che svolgo presso la UOSD Medicina dello Sport della ASL di Pescara.
All'inizio tutto questo nasceva dalla volontà dei singoli professionisti coinvolti. Erano esperienze virtuose, spesso isolate e scarsamente visibili, costruite nella convinzione che la tutela della salute dello sportivo richiedesse un intervento capace di comprendere aspetti organici, psicologici e comportamentali.
Nel tempo il contesto si è trasformato.
Oggi la promozione della salute nei contesti scolastici è parte integrante del Piano Nazionale della Prevenzione. La normativa regionale in Abruzzo ha iniziato a garantire la presenza della Psicologia dello Sport nei Centri di terzo livello della Medicina dello Sport. E, da quest'anno, la Federazione Medico Sportiva Italiana ha aperto la propria comunità scientifica anche agli psicologi.
Sono tutti passaggi che testimoniano una fase di transizione importante. Non sono certo punti di arrivo e nemmeno il risultato dell'impegno di una singola persona. Li considero piuttosto espressione di una progressiva evoluzione culturale e istituzionale: un'integrazione che per molti anni è stata costruita soprattutto nella pratica quotidiana dei professionisti e che oggi inizia a trovare riconoscimento anche nei modelli organizzativi e nelle istituzioni.
Alla luce di questo, il tesseramento FMSI assume, per me, un valore particolare. Non è unicamente l'ingresso in una società scientifica. È il momento in cui prendo atto che la direzione nella quale ho scelto di lavorare in questo ultimo quarto di secolo non riguarda più soltanto la mia esperienza personale, ma coinvolge sempre più l'intero sistema della Medicina dello Sport.
Nella realtà è solo una tessera. Ma i simboli, a volte, racchiudono storie che vengono da lontano e che guardano ancora al futuro.