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Selezione a cura di M. Sassi - Psicologia dello Sport, di Antonelli, F. e Salvini, A., Edilombardo (1987)
Pagg. 10-1
La diffusione
Questo non è un problema poiché la psicologia dello sport, essendo, come dicevamo, una risposta ad una precisa richiesta del mercato o almeno della cultura, non può non diffondersi. Il suo futuro non ha ombre.
Piuttosto un problema può situarsi nel come questa moderna scienza voglia o sappia diffondersi.
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Selezione a cura di M. Sassi - Intelligenze creative, di Gardner, H., Feltrinelli "Universale economica" (2019)
Pagg. 166-7
Come ha messo in luce David Feldman, il prodigio comporta esibizioni promettenti in un campo apprezzato dalla cultura e nel quale i comportamenti dei bambini vengano almeno notati. In una cultura che non apprezzi l'espressione grafica e in cui gli scarabocchi dei bambini vengano sistematicamente ignorati e trascurati non avremo ragazzi-prodigio nel campo del disegno. Al contrario, quando una cultura incomincia a prestare attenzione alle manifestazioni precoci dei bambini in un dato campo (come ha fatto la Cina contemporanea nei confronti delle arti visive), inevitabilmente si scoprono dei talenti inattesi.
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Selezione a cura di M. Sassi - Sudore, di Hayes, B., ilSaggiatore (2025)
Pagg. 225-6-7-8
L'idea che l'esercizio fisico faccia bene - che migliori la salute e il benessere generale - è stata una convinzione data per scontata, un truismo addirittura, presente già nell'antica Grecia e a Roma, negli scritti di Ippocrate, Platone e Galeno, così come nell'antico Egitto, in Cina e in altri contesti culturali. II venerato medico indiano passato alla storia come Susruta (vissuto all'incirca fra l'800 e il 600 a.C.) consigliava l'esercizio per mantenere l'«equilibrio» del corpo - e quindi la buona salute - mettendo però in guardia contro l'eccesso di esercizio. Si tratta sicuramente di un buon consiglio.
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Selezione a cura di M. Sassi - La mia rivoluzione, di Cruyff, J., Bompiani (2018)
Pagg. 192-3-4
Alcune circostanze in un club o in un paese possono cam-biare, ma i principi fondamentali restano gli stessi. Prendete l'Olanda, dove la tecnica è sempre stata alla base del calcio. In Olanda non si può giocare diversamente, perché il pubblico non lo accetta, e lo stesso vale per la Catalogna. Un centrocampo con Iniesta e Xavi non è composto da due mastini, ma da due artisti del pallone. Calciatori del genere devono ricevere la palla sui piedi e correre il meno possibile, perché più aumenta la fatica, meno brilla la tecnica.
Non esiste quindi che io, da olandese, arrivi in Inghilterra o in Italia e mi metta a giocare come voglio.
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Selezione a cura di M. Sassi - Il ruolo del safeguarding ed il modello di gestione e controllo per prevenire abusi e violenze, AA.VV. a cura di F. Di Muzio, G. Gioachin, A. Ottone, Maggioli Editore (2024)
Pag. 58
L'incarico del Responsabile contro gli abusi, le violenze e le discriminazioni (RcAVD), possiamo affermare, rivestirà un'importanza cruciale nelle società sportive, non soltanto per garantire il rispetto e la sicurezza all'interno dell'ambiente sportivo ma anche per navigare le complesse acque della responsabilità legale, sia civile che penale, a extracontrattuale. Ogni ambito di responsabilità - civile (contrattuale ed extracontrattuale) e penale - mette in luce sfide specifiche e richiede un'attenta gestione delle funzioni affidate all'RcAVD per minimizzare i rischi di implicazioni legali e promuovere un ambiente sportivo basato sui valori etici fondamentali.