Selezione a cura di M. Sassi - Psicologia dello sport, di Terreni L., Occhini L., Guerini Scientifica (1997)
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Le motivazioni secondarie allo sport: la teoria multifattoriale
Se il gioco e l'agonismo risultano le motivazioni primarie allo sport, non possiamo sottovalutare il peso delle motivazioni secondarie, che rivestono pur sempre un ruolo determinante nella dinamica del comportamento sportivo.
Tra i fattori psicobiologici che determinano il comportamento sportivo possiamo evidenziare:
a) fattori omeostatici, finalizzati al ripristino dell'equilibrio neuropsicoendocrinologico, attraverso la scarica motoria che si manifesta col bisogno di movimento;
b) fattori autoplastici, finalizzati a processi di crescita e di maturazione neuromuscolare, particolarmente attivi in età evolutiva, ma persistenti in soggetti abituati all'attività motoria come gli atleti.
Tra i fattori psicosociali che influenzano e determinano la motivazione allo sport è possibile fare riferimento, in questo contesto, a diversi processi:
a) affettività, determinata dall'investimento emozionale di cui viene caricata l'attività agonistica;
b) comunicazione, come richiesta di contatto con gli altri;
c) emulazione, come tendenza all'imitazione dei migliori per trarre conferma del proprio valore;
d) individuazione, per confermare la propria identità;
e) catarsi, nella liberazione dell'aggressività;
f) bisogno di affiliazione, determinato dal bisogno di appartenenza e di partecipazione reciproca;
g) approvazione sociale, determinata dall'ammirazione, dal rispetto, dalla simpatia e dalla popolarità che determinano la propria immagine sociale;
h) achievement, inteso come bisogno di affermazione, determinato dalla necessità di autorealizzazione;
i) status socioeconomico, nel momento in cui l'attività diviene remunerativa;
j) mobilità sociale, specialmente per chi proviene da classi sociali meno abbienti e desidera migliorare il proprio status attraverso lo sport.
L'attività sportiva consente, inoltre, l'espressione di tensioni e conflitti psichici (fattori psicopatologici) quali:
a) sentimenti di inferiorità, ad esempio determinati da deficit fisici e psichici che spingono il soggetto a una sorta di compenso;
b) il narcisismo, come valorizzazione di un sé ipertrofico che trova la propria realizzazione con l'umiliazione dell'avversario;
c) la virilità, come elemento di autoaffermazione secondo il modello di «maschio ideale».
Le motivazioni secondarie allo sport non si presentano in maniera schematica all'interno dei dinamismi psicologici dell'atleta, ma interagiscono in maniera dinamica. Durante il processo motivazionale possono attivarsi alcuni bisogni e altri possono disattivarsi, riattivarsi successivamente. Spieghiamo così il fenomeno del drop-out dei giovani atleti, i quali, avendo iniziato l'attività sportiva spinti dal desiderio di maturare la propria immagine di adulto e dal desiderio di affiliazione, abbandonano successivamente lo sport, cercando altri campi di realizzazione. Numerose teorie, cercano di integrare la dinamica motivazionale in un unico corpus dottrinale, come la teoria della motivazioni dirette e indirette di Roudik (1965), la teoria dei bisogni di Bouet (1975) e la teoria multifattoriale di Vanek e Cratty (1970), che merita un particolare approfondimento.
Indicazioni bibliografiche:
Bouet M. (1975), I segreti psicologici dello sport, Edizioni Paoline, Roma.
Roudik P.A. (1965), Psicologiceskaia podgotovka sporsmena, Fizkultura i Sport Publicher, Moscow.
Vanek M., Cratty B.J. (1970), Psychology and the Superior Athlete, Macmillan, New York.
???? LUCA TERRENI, specialista in psicologia clinica, è docente a contratto di Psicologia sensoriale presso l'Università di Siena e docente di Mental Training presso il Corso di perfezionamento in Psicologia dello sport della stessa Università. Ha al suo attivo una lunga carriera e un'intensa esperienza professionale in qualità di psicologo sportivo.
???? LAURA OCCHINI è docente a contratto del corso integrativo di Psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia di Urbino e collabora alla cattedra di Psicologia sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Siena. Per le nostre edizioni ha pubblicato, con Giovanni Gocci, Introduzione alla Psicologia sociale moderna (1995) e Appunti di Psicologia sociale (1996).
fonte: Guerini Scientifica (1997)